Il Museo di San Martino a Napoli conserva diversi acquarelli, risalenti agli anni ’50 del Settecento, che raffigurano le uniformi relative ai vari reparti e che testimoniano come i due battaglioni di ogni reggimento si differenziassero per alcuni dettagli.
Le loro uniformi si distinguevano infatti per il diverso colore dei calzoni, il secondo battaglione li aveva dello stesso colore del panciotto, detto “giamberghino”, diminutivo di giamberga, abito che dalla vita in giù si allargava a gonna fino al ginocchio, il cui nome deriva probabilmente dal cognome di un maresciallo francese, Schomberg
Le uniformi della Fanteria erano caratterizzate da giamberga, sottoveste con collaretto, paramani, gallone e bottoni e pantaloni, i cui colori variavano, a seconda dei Reggimenti, dal rosso, al blu, al bianco.
Ad esempio, i soldati appartenenti al Reggimento “Re” indossavano giamberga e pantaloni rossi, sottoveste, collaretto e paramani blu, gallone e bottoni gialli.
Quelli appartenenti al Reggimento “Fanteria Italiana” avevano invece giamberga e pantaloni bianchi, sottoveste, collaretto e paramani verdi, gallone e bottoni gialli.
Tra le uniformi dei Reggimenti Provinciali vi erano poi colori particolari, ad esempio il Reggimento “Val di Mazzara” era caratterizzato sempre da giamberga e pantaloni rossi, ma sottoveste, collaretto e paramani erano color seppia e bottoni e gallone color oro.
Nel Reggimento “Terra di Otranto” gallone e bottoni erano argentati, sottoveste, collaretto e paramani verdi e giamberga e pantaloni rossi.
C’erano ancora “Terra di Lavoro”, in cui giamberga e pantaloni erano blu, sottoveste collaretto e paramani rossi e gallone e bottoni argentati, e “Calabria Ultra”, i cui soldati vestivano giamberga e pantaloni gialli, sottoveste, collaretto e paramani neri e gallone e bottoni color oro.
Nella Cavalleria spiccavano le uniformi degli ufficiali: giamberghe viola con bordo rosso, sottoveste, paramani e collaretto variabili dal rosso, al blu, al verde a seconda dei reggimenti e bottoni e gallone argentati.
I copricapi che caratterizzavano un po’ tutti i corpi erano i classici “tricorni”. Le scarpe erano di pelle, chiuse da grossa fibbia e indossate con calze lunghe color chiaro.